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La
storia dei metal detectors
Di Roy T.
Roberts
La teoria dell’elettromagnetismo fu dimostrata per primo
dall’americano Joseph Henry e, separatamente,
dall’inglese Michael Faraday nel 1831.
Henry eseguì
con successo esperimenti di induzione elettromagnetica e
autoinduzione, e pose le basi per la telegrafia, la
telefonia e la radio. Egli migliorò i propri esperimenti
sull’induzione usando un avvolgimento piatto di filo
elettrico isolato; la prima bobina!
L’influenza esercitata sull’induzione da una massa
metallica fu il soggetto di numerosi esperimenti di vari
scienziati che portò alla scoperta del principio di
bilanciamento degli effetti di induzione in una sezione
di circuito da parte di un effetto uguale e contrario
prodotto da un’altra sezione. La prima forma di
bilanciamento ad induzione (Induction Balance) per
questo scopo, sembra essere stata ideata in Germania dal
prof. Dove, intorno al 1841. Nello stesso periodo, un
apparato simile fu ideato in America dal prof. Henry
Rowland.
Nel
1876, il prof. Alexander Graham Bell pose la sua
attenzione sull’effetto di bilanciamento ad induzione
per via del problema dei disturbi di rumore prodotti sul
telefono a causa si strumenti di telegrafia che
funzionavano vicino ai fili conduttori per la telefonia.
Il problema fu risolto usando due conduttori invece di
uno solo, in modo che le correnti indotte in un
conduttore fossero uguali e contrarie a quelle indotte
nell’altro; in pratica fu realizzato un bilanciamento ad
induzione che rese i circuiti telefonici più silenziosi.
Questo metodo
fu brevettato in Inghilterra da Bell nel 1877 e durante
l’inverno del 1877-1878 egli fu impegnato a Londra con
esperimenti ad esso relativi.
Egli trovò
che una volta che veniva raggiunto il punto di
“silenziamento” nei due conduttori, facendo passare un
pezzo di metallo nel campo di induzione il telefono
emetteva un suono. Quando una moneta di argento del
formato di una mezza corono o di un fiorino veniva fatta
passare attraverso le facce di due bobine parallele, il
telefono emetteva tre suoni.
Un conoscente
inglese del prof. Bell, il professore di musica Daniel
Hughes, eseguì esperimenti sul bilanciamento ad
induzione nel 1878 e realizzò nel 1879 il più
promettente dispositivo a bilanciamento ad induzione,
usando 4 bobine ed un microfono elettrico di sua
recentissima invenzione. Uso il ticchettio di un
orologio per creare un disturbo elettrico nel circuito
contenente 2 bobine principali e 2 bobine connesse ad un
ricevitore telefonico. Quando un pezzo di metallo veniva
portato vicino ad una coppia di bobine, il bilanciamento
veniva modificato ed il ticchettio dell’orologio veniva
udito sul ricevitore.

Quando Bell
tornò in America pubblicò nell’agosto del 1879 un
articolo dal titolo. “Nuovo metodo di esplorazione del
Campo di Induzione di bobine piatte”, come richiesto da
da Gardner Hubbard che chiedeva la possibilità di
rilevare depositi di metallo di valore nel terreno.
Il 2 Luglio
1881 il Presidente Garfield fu ferito con un proiettile
alla schiena da un sicario. Nei giorni successivi il
mondo intero attese con speranza e paura poiché nessuno
poteva prevedere la fine della crisi finché non si fosse
trovato il proiettile nel corpo del presidente. Bell che
si trovava proprio a Washington in quei giorni, offrì il
proprio aiuto per cercare di risolvere il problema. Egli
fece alcuni veloci esperimenti preliminari.
L’11 luglio
1881, Gorge Hopkins del Scientific American magazine
pubblicò i suoi risultati usando e migliorando il
metodo di bilanciamento ad induzione di Hughes.
Bell,
assistito da Sumner Tainter, contattato Hopkins ed
insieme a Hughes, Rowland e John trowbridge di Harvard,
realizzarono una rete per collaborare alla realizzazione
di un dispositivo in grado di rilevare il proiettile.
Essi sperimentarono diversi tipi di bilanciamenti,
lunghezze e diametri delle bobine, e finalmente
aggiunsero un condensatore al circuito, fino a che
riuscirono a rilevare un proiettile in piombo simile a
quello nel corpo del Presidente, a circa 5 centimetri,
in una mano serrata.
Il 26 luglio,
Bell portò il suo apparato alla Casa Bianca. Dopo le
regolazioni egli udì un crepitìo e scoprì che il
dispositivo sembrava danneggiato. Egli fallì nelle
rilevazione del proiettile. Solo più tardi si capì che
il condensatore era stato collegato solo ad una delle
due bobine primarie. Bell tornò dal presidente in agosto
ed udì un flebile suono sopra una ampia parte del corpo
del Presidente Garfield. Il giorno dopo capì che erano
le molle di acciaio del materasso. Il Presidente morì il
19 settembre. L’autopsia dimostrò che il proiettile era
ad una profondità non rilevabile dall’apparato di Bell.
Nell’ottobre
del 1881, Bell fu a Parigi, dove dimostrò con successo
il bilanciamento ad induzione e pubblico l’articolo “Un
metodo di bilanciamento ad induzione per la rilevazione
indolore di masse metalliche nel corpo umano”
Il suo
apparato poteva rilevare un proiettile a 6-13 cm. se
messo di piatto, e ad 2,5 cm. se messo di taglio.
In
conclusione, egli stabilì che la profondità di un
oggetto non può essere determinata se non si conosce la
forma e l’angolo di proiezione.
L’attenzione
di Bell si spostò su altri lavori fino al dicembre del
1882, quando sperimentò con una bobina per prospezione
di vene metalliche nel terreno la rilevazione di linee
telegrafiche sotterranee.

Nel febbraio
del 1887, il Dr. John Girdner di New York pubblicò il
risultato dei suoi esperimenti nella rilevazione di
masse metalliche nel corpo umano. Il suo apparato
consisteva di una batteria bicromica a sei celle, un
normale interruttore con circa 600 interruzioni al
secondo (600 Hz). Le bobine di ricerca erano sistemate
in un telaio di legno che venne chiamato “the explorer”,
e le altre bobine vennero chiamate “bobine di
regolazione”. Un proiettile veniva rilevato a 15 cm. nel
corpo umano, ma meno nel terreno.
Alla fine del
secolo, il Capitano McEvoy, che aveva eseguito
esperimenti con gli apparati di Hughes, ridusse il metal
detector ad una forma completamente nuova e pratica con
il suo detector sottomarino. Un contenitore impermeabile
portatile conteneva la bobina di regolazione,
l’oscillatore, una batteria a due celle che poteva
essere rimpiazzata da un piccolo dispositivo
magneto-elettrico per produrre corrente alternata ed un
auricolare telefonico. Un cavo isolato portava il
collegamento ad una coppia di bobine. Rondelle di gomma,
viti d’avorio e manopole di ebanite, furono usate per
ridurre le interferenze con le parti metalliche. Quando
la testa di ricerca veniva immersa nell’acqua e trainata
sul fondo, arrivando in prossimità di una massa
metallica come un siluro, una catena o un cavo
sottomarino,il suono, che fino a quel momento era molto
flebile, diveniva improvvisamente forte e chiaro.

Durante
questo periodo, Gorge Hopkins inventò un rilevatore di
minerali metalliferi elettrico, usando una bobina di
induzione posizionata verticalmente, senza
bilanciamento induttivo. Egli notò che più grande
era la bobina, più grande la corrente e più grande la
profondità di penetrazione. Una bobina da 6 o 8 pollici
poteva rilevare minerali metallici ad alcuni pollici
sotto la superficie.
Durante la
Prima Guerra Mondiale qualche attenzione era stata
rivolta al rilevamento di bombe inesplose, ma non si
hanno notizie di strumenti impiegati in questo campo.
Nel 1915, il francese M.C. Gutton sperimentò un
dispositivo, ma non riuscì ad ottenere un perfetto
silenziamento. Il suo apparato consisteva di due
trasformatori nella forma di 5 bobine connesse con un
circuito a Ponte di Maxwell. Nel 1922, l’ufficio
americano Bureau of Standard pubblicò l’articolo
“Bilanciamento a Induzione per la rilevazione di masse
metalliche”, dopo prove fatte con l’apparato di Gutton
ed un circuito a Ponte di Anderson.
All’inizio
del 1924, Daniel Chilson di Los Angeles inventò e
brevettò un detector elettromagnetico, conosciuto come
“radio detector”. Il suo apparato usava un nuovo
circuito a battimento di frequenza che divenne noto col
nome di Ponte di Chilson. Il primo successo nella
ricerca di tesori sepolti utilizzando il radio detector
fu riportato da James Young del New York Times nel 1927.
La ricerca fu organizzata da tre avventurieri, un
americano e due inglesi, con una concessione governativa
di 4 anni per la prospezione nell’istmo di Panama. I
ritrovamenti includevano una catena d’oro, gioielli e
argenti di un tesoro di pirati. James Young finanziò ed
organizzò ricerche di tesori perduti su vasta scala.
Egli affermò che l’apparato radio aveva raggiunto il
successo laddove uomini avevano tentato invano per più
di due secoli, e predisse che ulteriori successi
sarebbero sopraggiunti con una intensa attività di
ricerca tramite il detector nelle Indie Occidentai,
nelle Florida Keys e nella costa del Messico.
Il primo
libro sul metal detecting sembra sia stato quello di
R.J. Santschi, “ Modern Divining Rods: Construction and
Operation of Electrical Treasure Finders” ( una moderna
bacchetta da rabdomanti: costruzione e operatività di un
cerca tesori elettrico), spampato nel 1927. Esso divenne
così popolare che le ultime edizioni apparvero nel 1928,
nel 1931 e nel 1939.
Nel 1929,
Gerhard Fisher di Hollywood, California, un ingegnere
ricercatore, consulente per la Radiore Corporation (
famosa per i suoi successi per le prospezioni geofisiche
per compagnie minerarie), brevettò il “Metallascope”.
Esso pesava
circa 12 kG ed era equipaggiato con batterie a secco,
tubi a vuoto e cuffie. Non richiedeva particolari
istruzioni o abilità per essere usato. L’operatore stava
in piedi tra il trasmettitore verticale ed il ricevitore
orizzontale, tenuti insieme da impugnature di legno. Un
voltometro a valvola misurava il livello del segnale del
disturbo causato dal metallo. La profondità dell’oggetto
non poteva essere calcolata, ma osservando l’angolo del
trasmettitore nel punto di massima lettura del segnale
ed eseguendo la prova in diversi punti, riportando tali
misure su carta ed eseguendo calcoli trigonometrici,
poteva essere raggiunta un’attendibile stima.
L’unità,
venduta a 200 dollari, divenne di largo impiegotra le
compagnie di pubblica utilità per localizzare
velocemente ed accuratamente vecchie linee di tubazioni,
cavi, serbatoi, binari e altre
strutture metalliche sepolte, così come per la ricerca
superficiale di vene metallifere.
Il sig.
Fisher arrivò
a preparare schemi elettrici ed istruzioni per rendere I
suoi detector disponibili agli amatori fai-da-te,
utilizzando componenti radio.
Un fit
semplificato in vendita a 95$, offriva una media
sensibilità e profondità regolabile, utilizzando un
voltometro a filamento. Un terzo modello della Fisher fu
sviluppato successivamente ma mai posto sul mercato.
Esso utilizzava tre valvole ed una bobina doppia invece
di due separate. Fisher è anche famoso per aver
stabilito più a lungo un oggetto è stato sepolto più
esso è rilevabile da un metal detector (effetto halo).
Poco dopo che
la Fisher si buttò sul mercato dei detector, vennero
pubblicati piani per la costruzione fai-da-te di un
“radio prospector” che poteva rilevare un dollaro
d’argento alcuni pollici sotto il terreno, segnalandolo
con un segnale acustico in cuffia. Per le bobine
venivano impiegati cerchi di bicicletta da 28 pollici.
Nel 1930,
Theodore Theodorsen, un fisico del National Advisory
Commitee for Aeronautics, segnalò che era stato
sviluppato ed era in costruzione dai Laboratori Langley,
un nuovo “Strumento per il rilevamento di masse
metalliche nel terreno”, allo scopo di rilevare bombe
inesplose lanciate dagli aerei per le pratiche di
addestramento vicino il sito del nuovo Seaplane Towing
Channel nella base Langley in Virginia. Il nuovo
detector localizzò con successo numerose bombe inesplose
, compresa una da 9 kG a circa 60 cm di profondità. Il
detector, conosciuto come N.A.C.A. Bomb Detector, era
molto semplice e non richiedeva particolari abilità
all’uso. Il progetto era basato sul lavoro del francese
M.C. Gutton. Re bobine vennero avvolte in un
alloggiamento di legno cavo di 3 piedi di diametro e di
1,5 piedi di spessore. L’utilizzo delle bobine
richiedeva l’impiego di due uomini. L’alimentazione di
110 volt veniva fornita da un grosso mezzo mobile con
alimentatore a gruppi elettrogeni.
Nel 1935 fu
progettato un metal detector per localizzare scatole di
derivazione di condutture interrate dietro i muri di una
famosa università americana. Il dispositivo venne
pubblicizzato come strumento molto sensibile per la
ricerca di tesori e furono pubblicati i piani per la sua
realizzazione sulle riviste di radio amatori. Come molti
detector dell’epoca, esso doveva essere posto ad una
distanza ragionevole dal bersaglio per funzionare e non
aveva la capacità di distinguere tra diversi metalli.
Sebbene
alcuni detector potevano compensare le interferenze del
corpo e del terreno, altri reagivano anche su strisce di
terreno umido o su radici di piante .Anche il miglior
strumento non era utilizzabile sulla spiaggia marina che
conteneva sabbia magnetica nera.
Durante
questo periodo venne sviluppato nei penitenziari un
“Invisibile Gun Detector”. Esso indicava la presenza di
metallo attraverso la deflessione di un fascio di raggi
x emesso da un tubo catodico, realizzando una
considerevole sensibilità ma richiedendo delle
regolazioni molto critiche.
Nel 1938 fu
sviluppato un ponte a induttanza sintonizzabile per il
rilevamento di minuscole parti metalliche nei sigari
durante la manifattura. Questo circuito permetteva alta
sensibilità e buona stabilità sotto tutte le condizioni
di temperatura, umidità, polvere e vibrazioni. Inoltre
richiedeva semplici regolazioni ed era compatto e più
stabile di un apparato a battimento di frequenza.
Nel 1939,
Harry Fore pubblicò il suo schema per un cercametalli
economico che utilizzava un circuito a Ponte di Chilson
a battimento di frequenza, insensibile ad interferenze
esterne e regolabile per il battimento a zero per una
ricerca silenziosa. Egli usò una singola bobina e
rilevava con un suono schioccante in una cuffia da 4000
ohm. Con buone regolazioni esso poteva localizzare un
foglio metallico quadrato di 3 pollici a circa 12
pollici di profondità ed una moneta tipo “dime”
americana ad alcuni pollici.
Nel dicembre
del 1939, il Dr. Lincoln La Paz dell’università statale
dell’Ohio presentò un giornale dell’ Astronomy Society
sui rilevatori di meteoriti. Vennero progettati e
costruiti tre strumenti, usando le ricerche di
Theodorsen sui rilevatori di bombe. Il primo fu un
grande strumento a tre bobine alimentato da un
generatore a 110 volt alimentato a gas; era piccolo
abbastanza da entrare nel bagagliaio di un’automobile.
Il secondo fu sempre un tre-bobine alimentato da un
oscillatore a valvola e piccolo abbastanza da entrare in
un zaino. Potevano essere montate bobine di varie
dimensioni con la semplicità di come si cambia una
lampadina. Il terzo progetto fornì il successo maggiore.
Esso consisteva di una bobina ricevente, una
trasmittente e consumava meno della metà della corrente
di qualsiasi detector in commercio.Pesando meno di 15
libbre ( 8 Kg) , poteva essere usato ovunque e
l’operatore poteva camminare o arrampicarsi.
Con la
Seconda Guerra Mondiale in corso arrivò una forte
domanda di un rilevatore di mine.
La
risposta arrivò da una sezione di ricerca del Ministero
Britannico delle Forniture.
Erano al
lavoro su nove detector sperimentali. Il problema era
escogitare uno strumento capace di affrontare le dure
condizioni del servizio attivo, mantenendo un peso
ragionevole per non caricare troppo un soldato
in battaglia.
Inoltre doveva essere infallibile, richiedere una
squadra operativa minima ed essere costruito con
semplici parti intercambiabili per una riparazione
veloce. Fu utilizzato un singolo oscillatore a valvola
sviluppato da William Osborne nel 1928. Agli inizi del
1941, il team di ricerca furono vicini alla conclusione
quando ricevettero i particolari di un nuovo modello
prodotto contemporaneamente da due tenenti delle forze
armate Polacche.
Il nuovo
modello non sfruttava nuovi principi, ma il suo
arrangiamento suggeriva vantaggi nella costruzione e
nell’operatività. Fu evidente che il progetto Polacco
era molto buono tanto che vennero realizzati modelli di
prova. La produzione partì nel dicembre del 1941. Il
detector era realizzato con una testa di ricerca piatta
che misurava 8 x 15 pollici. Un’asta regolabile era
fissata al centro della piastra e c’erano due manopole
di controllo sul manico dell’asta. Il resto del circuito
era contenuto in uno zainetto sulla schiena
dell’operatore.
Le prime
commesse del nuovo detector furono ottenute da varie
aziende di manifatture radio in Gran Bretagna. Questo
detector “modernizzato” divenne il design standard in
uso ancora oggi.
Nel 1942 un
considerevole esperimento portò all’introduzione di un
detector a modulazione di frequenza. Conosciuto come
F.M. Detector, esso fornì migliore stabilità e la
possibilità di avere il bilanciamento del terreno
regolabile.
Nel 1943,
William Blankmeyer apportò migliorie al circuito di
rilevazione dei metalli tramite battimento di frequenza.
Lo stesso anno fu sviluppato il Ponte di Wheatstone per
la misurazione di resistenza in un detector per mine.
L’unità era composta di 250 componenti suddivisi in 29
sotto circuiti.
Immediatamente dopo la guerra, come si resero
disponibili i depositi di materiale bellico di surplus
per tutto il Nord America e l’Europa, migliaia di
detecor per le mine furono venduti al pubblico per cifre
dai 5 ai 50 dollari. Chiaramente ciò creò una nuova
razza di sperimentatori e di cercatori di tesori.
Nel 1946,
Harry Fore pubblicò gli schemi per costruire un metal
detector elettro-accoppiato con battimento zero, basato
sulle ricerche delle Forze Armate Britanniche. Il suo
progetto era indirizzato agli sperimentatori più esperti
e, non essendo un modello semplice come quelli
commerciali, manteneva tutte le eccellenti
caratteristiche del detector originale tipo di Chilson
con l’aggiunta di molte raffinatezze. Poteva
rilevare un pezzo di foglio metallico quadrato di 1
pollice a 12 pollici di profondità. La rilevazione
poteva essere indicata sia da un aumento che da una
diminuizione del suono in cuffia. Le ricerche sui
cercamine nei tempi della guerra sono stato un beneficio
per coloro interessati alla ricerca di tesori. Appena
questi recenti modelli, con maggior sensibilità ed una
forma più ergonomia, sono divenuti popolari, molte
piccole compagnie hanno iniziato la produzione e la
vendita di metal detector e accessori. I tre tipi
principali di detector divennero: il circuito a ponte,
il circuito a battimento di frequenza e il bilanciamento
radio.
Un’altra
innovazione tecnologica fu destinata a trasformare i
progetti e le prestazioni dei metal detector anche nei
decenni successivi: il transistor.
Oggi, più di
50 anni dopo, l’hobby del metal detecting e l’industria
stanno ancora crescendo e prosperando. E sebbene i
principi che stanno alla base sono stati gli stessi per
lungo tempo, ci sono state alcune affascinanti
innovazioni durante la nostra generazione: la
discriminazione, la discriminazione motion VLF, la
discriminazione Notch, la visualizzazione del tipo di
bersaglio, la lettura della profondità del bersaglio, la
sintonia automatica, il bilanciamento manuale e
automatico, i multifrequenza, i detector pulse induction,
i detector computerizzati ad alte prestazioni, i nuovi
assemblaggi ergonomici e molto altro.
Possiamo solo
sognare quello che ci porterà il futuro!
Traduzione di Americo Gualtieri
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